Chi Siamo

L’ ISTRUTTORE I corsi sono diretti dall’istruttore Carlo Bonuccelli praticante di arti marziali dal 1963 iniziando con Judo e Aikido. Ha conseguito il grado di cintura nera: 1° DAN di Jiu Jitsu (U.G.J); 1° DAN di Judo; 1° DAN di Kung Fu Wu Tao del M° Hoang Nam di Antibes(Francia) Si avvicina al Wing Chun durante uno stage di Victor Kan, continuando la pratica con il sistema di Leung Ting. Successivamente conosce Nino Bernardo e Franco Regalzi e pratica per quattro anni a Tortona. Da quasi vent’anni segue Jean- Marc Noblot e Chan Keo fondatori del Sistema B.M.A. (lineage Wong Shun Leung).
LA STORIA LE ORIGINI DEL WING CHUN Il Wing Chun è uno stile di kung fu derivato dal sistema di Shaolin . E’ uno stile di kung fu del sud della Cina e presenta alcuni tratti tipici degli stili di quest’area geografica . Il nome deriva da Wing Chun, che in cantonese significa Radiosa o Bella Primavera. La Leggenda vuole che la monaca buddista Ng Mui abbia idealizzato il sistema ma tutt’oggi la vera origine è un mistero riservato a pochi fortunati . Fu proprio Ng Mui che , secondo la leggenda insegnò il sistema ad una ragazza di nome Yim Wing Chun dalla quale lo stesso sistema prese il nome. Uno dei maestri di spicco del Wing Chun fu senza dubbio Gran Master.Ip man che diffuse questa arte in tutta Hong Kong. Prima di lui la tradizione voleva che il sistema si tramandasse di padre in figlio . Ip man diede inizio all’insegnamento universale del Wing Chun permettendone la diffusione a 360° gradi . Molti personaggi di spicco e artisti marziali vennero allenati dal maestro, lo stesso Bruce Lee era un suo studente. Il Wing Chun ha la sua peculiarità e la sua specializzazione nel contatto ovvero la percezione tattile e cinestetica dell’azione , intenzione e biomeccanica avversaria a corta distanza. Le azioni e le reazione sono studiate percependo le sensazioni che ci vengano trasmesse, inizialmente gestendole con le braccia ed in seguito con gambe, busto e spalle. Per sua natura diverso dalle concezioni di shaolin , pur mentendone le origini, il wing chun trova la sua forza nella comprensione del continuo allenamento, unica soluzione nel raggiungimento dell’abilità (kung Fu), Nella sua totalità il wing chun prevede 6 forme di cui 3 a mani nude e 3 con attrezzi o armi. Le forme previste con l’utilizzo delle armi sono due : la forma Look Dim Poon Kwan e la forma Bot Cham Doe che vengono insegnati agli allievi piu’ avanzati e mirano ad un potenziamento maggiore nonche’ all’apprendimento del combattimento con le armi. Il chi sao è l’arma vincente del wing chun . In lingua cantonese significa mani appiccicate od incol late. La funzioni di questo esercizio sono molteplici ma ne elencheremo alcune fra le piu’ importanti: Creazione di una struttura solida e compatta nello stesso tempo rilassata Insegnamento della sensibilità e delle tecniche a corta distanza Coordinazione motoria di due o piu’ movimenti contemporaneamente Aumento della capacità sensoriali , visive e tattile. Creazione della potenza e ricerca della velocità di qualsiasi movimento e da qualsiasi distanza. Il wing chun nonostante mantenga la tradizione espressa nell’apprendimento delle forme è uno stile moderno adattabile a qualsiasi persona ed efficace per ogni evenienza. La semplicità dei movimenti e l’estrema concezione delle angolazioni in combattimento rendono questo stile reale ed applicabile soprattutto in strada. Un percorso attraverso questa disciplina è il consiglio che suggerisco a tutti gli interessati alle arti marziali che vogliono allargare i propri orizzonti e le proprie conoscenze.

IL METODO

L’allenamento, che richiede tempo e autodisciplina, insegna come reagire, senza far distinzione se quello che affrontiamo è una situazione di combattimento o un episodio della vita di tutti i giorni. Il praticante impara a comportarsi con intelligenza e non con rabbia o guidato dall’orgoglio e ad affrontare paura e stress. Insegnando al corpo a reagire agli stimoli in un modo controllato, il Wing Chun si concentra sull’immediatezza, sulla semplicità e sull’economia del movimento. “L’arte di essere pigri” come dice sempre il sifu Nino Bernardo. Il Wing Chun insegna al praticante qualcosa di se stesso, spiega la meccanica del corpo e come mantenere semplicità e efficacia. Inoltre sviluppa una comprensione delle reazioni emotive, insegnando a mantenere il controllo nonostante la rabbia o l’orgoglio. Contribuisce a promuovere il meglio di se stessi ed insegna come eliminare gli aspetti negativi. Il Wing Chun è un sistema che coinvolge interamente corpo + mente e sviluppa la persona nella sua totalità essendo al contempo (ma non solo!) una forma altamente efficace ed immediata di autodifesa.

I PRINCIPI

L’allenamento, che richiede tempo e autodisciplina, insegna come reagire, senza far distinzione se quello che affrontiamo è una situazione di combattimento o un episodio della vita di tutti i giorni. Il praticante impara a comportarsi con intelligenza e non con rabbia o guidato dall’orgoglio e ad affrontare paura e stress. Insegnando al corpo a reagire agli stimoli in un modo controllato, il Wing Chun si concentra sull’immediatezza, sulla semplicità e sull’economia del movimento. “L’arte di essere pigri” come dice sempre il sifu Nino Bernardo. Il Wing Chun insegna al praticante qualcosa di se stesso, spiega la meccanica del corpo e come mantenere semplicità e efficacia. Inoltre sviluppa una comprensione delle reazioni emotive, insegnando a mantenere il controllo nonostante la rabbia o l’orgoglio. Contribuisce a promuovere il meglio di se stessi ed insegna come eliminare gli aspetti negativi. Il Wing Chun è un sistema che coinvolge interamente corpo + mente e sviluppa la persona nella sua totalità essendo al contempo (ma non solo!) una forma altamente efficace ed immediata di autodifesa.

I PRINCIPI DI AZIONE

Se la strada è libera, avanza. Avanziamo protetti attaccando immediatamente i punti vitali dell’avversario, seguendo la linea diretta verso l’asse centrale del suo corpo. Se la strada non è libera, incollati all’avversario. Se l’avversario copre i suoi organi vitali, manteniamo il contatto esercitando una pressione continua in direzione della linea centrale. Appena la strada torna libera continuiamo ad attaccarlo, senza lasciargli il tempo di retrocedere e organizzare una reazione. Se l’avversario avanza, cedi. Se l’avversario esercita una forza superiore alla nostra, cediamo in maniera controllata con le deformazioni riflesse del nostro corpo, cambiando automaticamente il nostro angolo e la nostra posizione. Se l’avversario indietreggia, seguilo. Rimanendo incollati con una costante pressione in avanti, sfruttiamo immediatamente ed automaticamente ogni piccolo spiraglio nella guardia dell’avversario, per tornare a colpire i suoi punti vitali.

I PRINCIPI SULL'USO DELLA FORZA

Liberati della tua forza. Dobbiamo rilassare completamente il nostro corpo per muoverci con fluidità e reagire in modo immediato e istintivo alle azioni del nostro aggressore. Liberati della forza dell’avversario. Quando il nostro aggressore tenta di usare la forza per avere la meglio, non ci opponiamo, bensì ci svuotiamo della sua energia per usarla successivamente contro di lui. Restituisci all’avversario la sua forza. Il nostro corpo rilassato assorbe la forza dell’avversario lasciandosi comprimere come una molla che, una volta rilasciata, restituisce tutta l’energia incamerata precedentemente. Aggiungi la tua forza a quella dell’avversario. Durante il nostro contrattacco usiamo, oltre all’energia incamerata dal contatto con l’aggressore, anche tutta quella da noi generata.